Cara Nessie, sono un tuo assiduo lettore e apprezzo spesso quello che scrivi, tanto in termini di contenuti, quanto in termini di qualità dei testi. Diversamente dal solito, questa volta sono decisamente in disaccordo. Passino le pressioni delle multinazionali, passi anche la cospirazione mondialista che ci vuole rimpiazzare, ma davvero credi che il nostro trend demografico dipenda dagli equilibri politici? Che la vittoria di questa o quell'altra coalizione possa essere determinante? Pensi davvero che la RU486 possa sensibilmente incidere sul nostro sviluppo demografico. I numeri, cara Nessie, parlano chiaro: anche se l'Italia e la stessa Europa tornassero agli indici di natalità del dopoguerra, entro un secolo gli autoctoni sarebbero comunque una minoranza. L'Europeo medio, sia esso devoto ai dictat vaticani o ateo, non fa figli, e questa decisione non è dovuta a qualche sorta di cospirazione politica, è la nostra società che cambia: l'ignoranza che (rispetto a 50 fa) viene meno, la coscienza che considera altre variabili e l'economia globalizzata che ridimensione le aspettative individuali. Sono troppi i fattori coinvolti affinche si possa individuare un chiaro regista. Putroppo (o per fortuna) sono finiti i tempi nei quali un figlio erano due braccia in più. Per la famiglia moderna un figlio rappresenta grosse responsabilità, sacrifici e problematiche; e quando la coppia ha bisogno di procreare per dare un senso alla propria esistenza, preferisce investire sulla qualità della prole, non sulla quantità.
Analizzando la questione in chiave religioso-culturale, è evidente l'abisso che divide le civiltà occidentali dal quelle asiatiche e islamiche.
Noi siamo i più evoluti?
- Se la risposa è sì, vuol dire che per noi l'evoluzione (cioè lo sviluppo sociale) non si riduce a quanti siamo, bensì a come siamo e, soprattutto, a come stiamo.
- Se la risposta è no, vuol dire che siamo destinati a perire sotto il peso dell'altrui superiorità.
In entrambi i casi, passami il francesismo, siamo fottuti.
Tornardo a parlare di demografia, sono daccordissimo con te quando affermi che ci stanno riempendo il territorio di immigrati che non hanno niente da spartire con noi e se solo dipendesse da me...
Passando ad un analisi politica, lasciatelo dire, secondo me hai cannato in pieno.
Chi vuole riempirci di stranieri (fenomeno nel quale i registi sono più facili da identificare) non è chi promuove l'aborto, bensì il contrario. Il nemico è interno, si chiama Chiesa Cattolica. Non voglio fare il solito mangiapreti di sinistra (cosa che non sono) quindi adesso proverò ad argomentare.
Immaginate che il Vaticano sia un partito politico così potente e organizzato e radicato sul territorio che non ha neanche bisogno di fare la "conta" del proprio consenso tramite consultazione elettorale. Un partito che è sempre esistito e che è riusciuto ad assorbire al proprio interno i suoi peggiori nemici, dai ghibellini di ieri ai comunisti di oggi, applicando il principio del se non li puoi combattere, falli entrare nel club.
L'eccezionale sviluppo socio-culturale, scientifico ed economico che ha caratterizzato l'occidente dell’ottocento e del novencento è stato fortemente deleterio per l'egemonia politico-culturale dei gerarchi religiosi. L'europeo moderno è troppo self made believer, troppo new-age, (crede in Dio ma non la Chiesa, va a messa ma usa il goldone e preferisce farsi un vacanza in Sardegna rispetto a finanziare il restauro della canonica) per i loro gusti. Allora qualcuno si è chiesto: perchè in America i fedeli sono più credenti, più praticanti, più devoti e più manipolabili degli europei? Perché in Italia devo parlare di evoluzionismo anche nelle scuole cattoliche e negli Stati Uniti insegnano il creazionismo nelle pubbliche? Come fanno i sacerdoti statunitensi ad avere tutta questa presa sugli "iscritti"? La risposta è il multiculturalismo. Esso fa partire quella che viene definita “identità reattiva”. Per innescarla basta una introdurre una cultura appena diversa (vedi l’Irlanda) figuriamoci importando zulu e talebani.
Certo quella eclesiastica non è l'unica lobbie in gioco, anche gli industriali hanno interesse a mantenere il "proletariato" ignorante e attaccato con le unghie alle proprie stupide e insensate usanze. Infine è il turno dei compagni che, dopo aver imborghesito la classe operaia nostrana, sono a corto di manifestanti e vedono nei nuovi arrivati un invitante bacino elettorale/sindacale.
Ora, Nessie, se clero, industriali e sindacati sono daccordo nell'incentivare un fenomeno, c'è modo di contrastarlo? Io temo di no, lieto di essere smentito.
Dopo questa interminabile premessa, sei ancora sicura che la questione RU486 SI/RU486 NO sia oggetto di scontro politico? Certo la natalità così bassa è un problema ma diventa un grosso problema solo se sostituiamo i non nati con nati altrove poiché portano con se più problemi che soluzioni. Non so te, ma io ho sempre pensato che larghi si stesse meglio. E se davvero una donna vuole abortire, diciamocelo, un modo per farlo lo trova. In messico l’aborto è legale da non più di cinque anni, pensi che prima non si praticasse o si praticasse meno? Fidati, no!
Quando alla pericolosità della RU486 si sta facendo un gran kankan, così tanto che tutte ne hanno sentito parlare, libere di scegliere.
E Dio disse: “Andate e moltiplicatevi, ma anche no...”
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